Mario Guidazzi, 47 anni, rappresentante di commercio di Cesena, Antifascista, repubblicano, cognato di Cino Macrelli.
Il 22 gennaio 1944 a Cesena, durante un corteo fascista per prelevare dall’ospedale la salma di un milite ucciso e celebrarne il funerale, Guidazzi fu prima minacciato e picchiato da due militi del battaglione Guardia del Duce e infine ucciso dal sergente maggiore dello stesso reparto.
Fonte: http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=4940
Eugenio Magnani fu ucciso a Cesena nella sua abitazione all’alba del 25 dicembre 1943 da un milite fascista dell’82a legione della Milizia di Forlì, facente parte di una pattuglia di tre militi guidata da un appartenente al 76a battaglione costiero fortezza.
Derno Varo, nato a Cesena il 20 dicembre 1912, professione cameriere.
Arrestato, è ben due volte portato davanti al Tribunale Speciale fascista. Con due sentenze fu condannato a 18 anni di carcere. L’imputazione era di propaganda e costituzione del Partito Comunista. Morì nel carcere di Civitavecchia, ove scontava la pena, il 12 aprile 1943. Compagni che furono testimoni della sua morte, affermano che se fosse stato libero e curato si sarebbe salvato.
Scevola Riceputi nato a Cesena il 20 luglio 1913, professione arrotino.
Arrestato il 12 novembre 1940, fu portato davanti al Tribunale Speciale fascista e condannato a 8 anni di carcere. Morì nel carcere di Civitavecchia l’11 aprile 1942. Da testimonianze di compagni, anch’essi reclusi nello stesso carcere, la sua morte fu provocata dalle percosse e maltrattamenti subiti al momento dell’arresto e nello stesso carcere di Civitavecchia.
Pio Amaduzzi nato a Cesena l’8 gennaio 1909, professione maniscalco.
Arrestato sotto l’accusa di svolgere attività politica e di essere iscritto al Partito Comunista Italiano. Sottoposto a maltrattamenti e a strazianti torture, per indurlo a confessare i nomi dei suoi compagni, muore l’11 luglio 1941. La direzione del carcere e la polizia fascista misero in atto il loro sistema di simulare il suicidio. Fu trovato impiccato nella cella del carcere di Forlì.
Giovanni Collina è trucidato la notte del 29 maggio 1922 a San Giorgio di Cesena.
Sta dormendo su un pagliericcio preparatogli con due tavoli nel Circolo Comunista della borgata dove si è rifugiato per sfuggire ad una vendetta fascista, dopo uno scontro con gli squadristi di Cervia.
Ma a seguito d’una delazione, le camicie nere riescono a scoprirne il nascondiglio.
Trovatolo, feriscono gravemente il Collina con cinque colpi di pistola, gli versano addosso una latta di benzina e danno fuoco a quel corpo morente.
Giovanni Collina, iscritto al Partito Comunista, muore dopo cinque giorni di agonia all’ospedale di Cesena.